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I dipendenti: ambasciatori del brand aziendale sui social.

I dipendenti: ambasciatori del brand aziendale sui socialÈ stata pubblicata recentemente la ricerca Employees Rising: Seizing the Opportunity in Employee Activism, condotta dalla multinazionale delle relazioni pubbliche Weber Shandwick.

Il tema è interessante e dimostra come i dipendenti di un’azienda, grande o piccola che sia, possono contribuire (in positivo o in negativo) alla costruzione dell’immagine pubblica del brand presso cui lavorano.

Dalla ricerca emerge che il 18% dei dipendenti europei è ProAttivo nel postare sui social media contenuti o commenti positivi, e il 32% (PreAttivi) ha invece il potenziale per poterlo fare: i dipendenti positivamente coinvolti danno visibilità al proprio posto di lavoro, difendono la propria organizzazione dalle critiche esterne e si comportano come veri e propri “sostenitori” sia online sia offline.

Importantissimo quindi per le aziende è sicuramente monitorare in maniera costante il fenomeno, ma anche – e forse soprattutto – stimolare i contributi. In questo modo vi è la possibilità di capitalizzare il supporto fornito dagli entusiasti e, contemporaneamente, contenere i detrattori.

La ricerca
Sono stati intervistati 2.300 dipendenti d’azienda di 15 paesi differenti.

Le evidenze:
43%: i dipendenti che pubblicano sui social messaggi, foto o video sull’azienda per cui lavora;
33%: i dipendenti che hanno condiviso un commento positivo sulla propria azienda;
11%: i dipendenti che hanno condiviso online critiche o commenti negativi sull’azienda;
10%: i dipendenti che hanno pubblicato online qualcosa sull’azienda di cui poi si è pentito.

Inoltre dalla ricerca emerge che in Europa il 24% delle aziende incentiva il proprio staff a pubblicare e a condividere sui social notizie inerenti il proprio posto di lavoro. Questa è una forma di incoraggiamento che ha un forte impatto tra i dipendenti e ne stimola la diffusione positivo verso tutti i pubblici.

Il fenomeno dell’attivismo digitale dei dipendenti evidenzia tuttavia anche aspetti negativi, su cui le aziende devono riflettere. La ricerca ha rilevato infatti che solo il 46% degli intervistati è in grado di descrivere ad altri cosa faccia esattamente la propria azienda e quali siano i suoi obiettivi e che solo il 28% degli europei è coinvolto dall’azienda per cui lavora.

La ricerca dimostra quindi come sia fondamentale la comunicazione interna aziendale e come questa possa alimentare l’attivismo digitale. La comunicazione interna, se gestita inefficacemente, porterebbe infatti anche a ricadute motivazionali con conseguenti potenziali danni per la reputazione aziendale.

La classificazione dei dipendenti elaborata da Weber Shandwick:

I ProAttivi: 18% del totale
I PreAttivi: 32% del totale
Gli IperAttivi: 7% del totale
I ReAttivi: 10% del totale
I Detrattori: 13% del totale
Gli InAttivi: il 20% del totale

Leggi e approfondisci su www.eventreport.it

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