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Il riposizionamento dell’audience

Il riposizionamento dell’audienceVorrei riflettere su un termine ricorrente in ambito media, il “grp”, spostandomi poi – cercando di approfondirle – su altre due keyword, altrettanto importanti, che si inseriscono in maniera significativa nell’attuale contesto: “misura” e “evoluzione”.

I termini quantitativi del grp – il Gross Rating Point, ovvero l’unità di misura dell’audience in uso dagli anni ‘80 fino a oggi, base di calcolo di molte aziende per valutare i propri investimenti pubblicitari sui  media – si sta trasformando, lasciando il posto a valutazione più ampie, che assecondano l’evolversi dell’uso dei mezzi. Non sono sicuramente il primo a dirlo, e neppure l’ultimo, ma il “vecchio” grp, nell’accezione consolidata,  ha oggi molto meno potere che in passato. E questo è il risultato non solo della frammentazione televisiva, conseguenza della digitalizzazione, ma soprattutto dell’evoluzione “social” dei media.

L’approccio digitale dei telespettatori sta trasformando e modificando l’uso del mezzo televisivo che tende a passare da orizzontale – scelta di rubriche e canali dal contenuto trasversale – a verticale, attraverso la selezione di contenuti specifici, coerenti con i propri gusti e interessi. Il consumo del canale è segnato quindi non più da scelte generaliste (o, quantomeno, non solo), ma dai contenuti “specialistici” che ne vengono erogati. Questo approccio modifica radicalmente il significato delle misurazioni che vengono, a questo punto, influenzate moltissimo da questa redistribuzione.

L’uso della televisione digitalizzata, e la maggior offerta di prodotti verticali, sta segmentando quindi gli utenti. La tendenza è infatti quella di una maggior concentrazione in ambiti specifici, di cui sicuramente occorrerà tener conto. Sia chiaro però, le tv generaliste continuano e continueranno ad esserci e ad essere importanti, ma ne verrà modificato il peso e, in un certo senso, la capacità di produrre audience.

Come dicevo l’audience si riposiziona, modificando le proprie abitudini e diete mediatiche; le ricerche evidenziano infatti un uso articolato dei mezzi. In particolare, una ricerca di Nextplora pubblicata qualche mese fa, dimostra come l’uso dei media internet non cannibalizza il mezzo televisivo, anzi, lo asseconda, contribuendo ad ampliare l’audience. Internet quindi non riesce a sostituire la tv ma la affianca attraverso una navigazione attiva, in “modalità multitasking”, ovvero usufruendo contemporaneamente di più mezzi.

Lo studio è stato condotto nel periodo settembre/ottobre 2011 su un campione di 2.004 intervistati (metodologia CAWI) rappresentativi della popolazione Internet oltre i 16 anni, appartenenti al panel di Nextplora.

La ricerca evidenzia come il 52% del campione quando guarda la televisione, usa abitualmente anche il PC e il 31% naviga sui Social Network. Tra questi, il 96% ha un account Facebook. Le fasce di età 16-24 e 25-34 si dimostrano maggiormente “multi-media”: il 46% mentre guarda la televisione comunica contemporaneamente anche con gli amici attraverso i Social Network e le chat.

Visti questi numeri, occorrerebbe quindi aggiornare le metriche (cosa che già sta accadendo) per omogeneizzare i dati provenienti dai mezzi e, soprattutto, proporre una sintesi di comunicazione evoluta – fatta di linguaggi innovativi – che soddisfi le esigenze dei pubblici sui vari mezzi.

Lunga vita alla televisione quindi, attraverso l’utilizzo combinato con gli altri media, internet in particolare. Tv che è anche terra di conquista da parte di importanti aziende, Apple e Google giusto per citarne due, al fine di massimizzare le proprie audience… e il proprio business.

Il futuro dei media passa ancora dalla televisione. Del resto non potrebbe essere altrimenti, vista la massa critica che, comunque, riesce a concentrare. Ma questo è un tema da approfondire in un altro articolo.

 

Alcuni riferimenti

Internet sostituisce la tv? I media si sovrappongono

Fuga dalla tv? La pubblicità ha scoperto Facebook

 

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Ricavi alti e contenuti premium: Apple e Google sognano la tv – Wired.it

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