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Social Media

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Occhio alla propria web reputation… i social network sempre più usati dai recruiter prima di un colloquio.

occhio alla propria web reputationUna recente analisi di Adecco, società leader in Italia nei servizi per la gestione delle Risorse Umane, mostra come anche i propri comportamenti “privati” su social network, come Facebook per intenderci, vengano attentamente valutati da chi ricerca profili professionali. Detto in altre termini, una “web reputation” negativa potrebbe decidere in favore dei vostri “concorrenti” in un colloquio di lavoro.

Non stupisce più di tanto quindi il dato che emerge dall’annuale ricerca Adecco denominata “Work Trends Study”, che in Italia ha coinvolto 2.742 candidati e 143 “reclutatori”.

I recruiter ammettono nella ricerca di usare i social network per cercare candidati passivi (78,3% delle risposte), verificare i cv ricevuti (75,5%) e la rete del candidato (67,1%), controllare i contenuti pubblicati (57,3%) e la digital reputation (50,3%).

In sostanza, la web reputation assume sempre più rilievo: aumenta il numero di recruiter che hanno ammesso “di aver escluso potenziali candidati dalla selezione in seguito alla pubblicazione di contenuti o foto improprie sui profili social”, in una percentuale che dal 25,5% della precedente rilevazione è salita all’attuale 35%.

Sempre secondo l’indagine, inoltre, emerge che non conta tanto il numero di connessioni, ma l’aver pubblicato foto improprie (20% dei casi), aver dato “informazioni non coerenti con il cv” (18%), “aver evidenziato caratteristiche della personalità non adatte alla posizione di lavoro aperta” (16%). Contano anche l’aver scoperto commenti negativi sui datori di lavoro precedenti (11%) e contenuti di tipo discriminatorio (8,4%).

Leggi l’articolo su repubblica.it

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Call Center molesti… ecco un bel modo “social” per difendersi.

call_center_molesti_150x150Ho visto oggi su lastampa.it un interessante (e divertente) video che racconta l’idea di Danilo “Maso” Masotti per difendersi dall’invadenza di alcuni call center.
È un sistema diventato virale grazie ai “social” e che sembra funzionare.

Alla telefonata dell’operatore telefonico, che promuove i propri servizi, basta rispondere: “Sono Ubaldo Chiodini”, oppure, “Sono Sofia Maiani”. Questi sono i due nomi multipli con cui qualificarsi per disorientare l’interlocutore che ci chiama a casa.

…ma non è finita qui. Guarda il video!

Buona visione 🙂

The Social Media Trends 2014

Oggi sul blog di IAB Italia (http://iab.blogosfere.it/) un nuovo video che vi mostra i trends 2014 per i social media negli Stati Uniti.

Iab Forum 2012

Per chi – come me – è particolarmente legato alla comunicazione sul web, lo Iab Forum rappresenta l’“appuntamento” dell’anno. Il tema trattato durante gli incontri sono incentrati sulla pubblicità e la comunicazione erogata attraverso i mezzi digitali. È un mercato, quello del web, che non conosce crisi… e i numeri parlano chiaro.

Leggi l’articolo tratto da ilsole24ore.com, clicca il link di seguito: Iab Italia: gli investimenti pubblicitari su internet

Risorse:

Twitter non è andato in vacanza

Articolo tratto da Prima Comunicazione sull’analisi di Human Highway, effettuata mediante l’Uac Meter, relativa all’andamento delle condivisioni sociali negli ultimi otto mesi. Interessante…

Leggi l’articolo, clicca il link di seguito: Twitter non è andato in vacanza | Prima Comunicazione.

Comunicare con le immagini

La comunicazione visiva: il mio primo sito web faceva riferimento, nella propria url e nei contenuti, a questo tipo di comunicazione… ovvero alla comunicazione dei “segni”, grafici e non, che si possono attivare per una comunicazione immediata. Il tempo, appunto, è la discriminante. Quanto più si riesce a comunicare velocemente un concetto con “segni” significativi, che riescono così a radicarsi nella memoria delle persone, tanto più il contenuto rimarrà impresso all’interlocutore.

La comunicazione visiva rappresenta quindi uno degli elementi della comunicazione percettiva, quella fa leva sulla “memoria iconica”, che agisce appunto sulla sfera sensoriale. Come ho già scritto in un mio precedente articolo le immagini valgono più di mille parole, che dal mio punto di vista non vale in senso assoluto perché alle parole sono molto affezionato, ma nel caso della comunicazione visiva, le immagini sicuramente la fanno da padrone.

La notizia recente è che Facebook ha acquistato Instagram, compagnia di software con base a San Francisco, titolare della popolare app per la condivisione di immagini, per una cifra pari a circa un miliardo di dollari. Quello di Facebook è un passo importante che “certifica” il valore e il peso che i siti di condivisione immagini, come Pinterest per intenderci, stanno assumendo nell’ambito social. Instagram conta oggi infatti circa 30 milioni di utenti registrati e, a differenza di Pinterest, vive solo in ambito mobile.

Il photosharing inteso da Facebook, attraverso Instagram, è quindi una modalità aggiuntiva, che amplia il bouquet di possibilità di condivisione informazioni dei propri utenti con il proprio network di contatti. Questa operazione conferma anche la corsa ai brevetti dei colossi per rafforzare il proprio portafoglio… e con l’acquisizione di Instagram, Facebook, ancora una volta, sembra aver anticipato la concorrenza.

Pinterest è invece un sistema che si sta sviluppando molto velocemente, e che si basa sulla condivisione “pura” di immagini e alla loro circolarizzazione. Far circolarizzare immagini – del proprio brand, del proprio business (e-commerce in particolare) – contribuisce al potenziale successo commerciale di Pinterest, anche se, personalmente, non riesco ancora a capire in quale misura.

Se il tempo è la discriminate della comunicazione dei segni, quello di Pinterest è un’onda lunga, le cui variabili sono difficilmente decifrabili se non inserite in un contesto più ampio. Far lavorare Pinterest in una strategia di comunicazione allargata consentirebbe di dar valore alla piattaforma e renderla, forse, appetibile anche per le aziende.

Vedi anche

Cresce lutilizzo dei social media da parte delle aziende italiane | Prima Comunicazione

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